Il fondo “Partigiano Ernesto – Archivio della Resistenza savonese”

Pubblichiamo questo articolo in occasione dell’81° anniversario della Liberazione.

Il fondo “Partigiano Ernesto – Archivio della Resistenza savonese”, dichiarato di interesse storico particolarmente importante nel 2007 dalla Soprintendenza archivistica per la Liguria con decreto rep. n. 152, è una fonte primaria per lo studio della Resistenza nella provincia di Savona, in particolare per il periodo che va dall’autunno 1944 al maggio 1945.

La denominazione “Partigiano Ernesto” deriva dal nome di battaglia di Gino De Marco (1910-1982), che prese in consegna la documentazione dall’ANPI e la conservò a lungo presso la sua abitazione.

Oggi il complesso è conservato presso l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea della Provincia di Savona “Umberto Scardaoni”, al quale è stato donato nel 2010 dalla Fondazione “Agostino Maria De Mari” di Savona, che alcuni anni prima lo aveva acquistato dagli eredi di De Marco.

Si tratta di una raccolta composta da numerosi complessi di carte posti in essere da diverse formazioni partigiane – divisioni, brigate e distaccamenti – e sedimentatisi nei mesi della guerra, che documenta l’attività partigiana tra i primi mesi del 1944 e il 25 aprile 1945 nella “Seconda zona ligure”, corrispondente grosso modo all’attuale provincia di Savona.

Tra il 2008 e il 2010 il complesso è stato riordinato e inventariato a cura della Fondazione De Mari, con il contributo statale ai sensi dell’art. 35 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, mediante l’affidamento di un incarico all’archivista Jolanda Bovani.

Nel corso dell’intervento, il nucleo originario è stato dapprima separato dal materiale non propriamente archivistico che nel corso del tempo si era aggregato alle carte (opuscoli, fotocopie, atti post-bellici di diversa provenienza, ecc.). Successivamente il nucleo così individuato è stato descritto analiticamente, riordinato ed inventariato. L’originaria suddivisione in fascicoli è stata mantenuta in quanto rispecchiante l’ordine originario della sedimentazione delle carte. Il fondo è stato quindi suddiviso in “serie”, corrispondenti ai diversi soggetti produttori, ossia alle formazioni (divisioni e squadre di azione patriottica – SAP) che hanno posto in essere le carte nello svolgimento della propria attività:

  1. Comandi superiori
  2. Divisione autonoma “Eugenio Fumagalli”
  3. Divisione Garibaldi “Gin Bevilacqua”
  4. Prime formazioni partigiane garibaldine
  5. II brigata Garibaldi “Mario Sambolino”, già distaccamento omonimo
  6. III brigata Garibaldi “Libero Briganti”
  7. IV brigata Garibaldi “Daniele Manin”, poi “Cristoni”
  8. V brigata Garibaldi Baltera, poi “Fratelli Figuccio”
  9. VI brigata Garibaldi Nino Bixio, poi “Crosetti”
  10.  I brigata Garibaldi “G. Casalini”
  11.  Divisione SAP “Antonio Gramsci”
  12.  Brigata SAP “Clelia Corradini”
  13.  Brigata SAP “F. Colombo”
  14.  Brigata SAP “Francesco Falco”
  15.  Brigata SAP “Vincenzo Pes”
  16.  Brigata SAP “Gin Bevilacqua”, poi “Aschero”
  17.  Brigata SAP “Don Nicolò Peluffo”
  18.  Brigata SAP “Generale Perotti”
  19.  Brigata SAP “Gaetano Volpi”
  20.  Brigata Giustizia e Libertà “Nicola Panevino”
  21.  Miscellanea

Ove necessario, ad esempio in presenza di documentazione ad esempio di Comandi di brigata e distaccamenti, si è provveduto a creare delle sottoarticolazioni.

Scheda costitutiva del primo distaccamento della Resistenza savonese

Il materiale separato dal nucleo principale, in quanto aggregato alle carte solo successivamente, è stato suddiviso per argomento e oggetto di una descrizione più sommaria. Al suo interno vi si trovano atti ugualmente interessanti, relativi ad esempio alla costruzione del sacrario di Zinola, a elenchi di caduti e feriti partigiani e della Repubblica sociale, alla ricostruzione post-bellica.

I 200 fascicoli in cui è articolato il fondo “Partigiano Ernesto” si presentano generalmente organizzati per materia o argomento e contengono corrispondenza, lasciapassare, bollettini, relazioni sulle attività svolte, elenchi di partigiani, documenti relativi alla smobilitazione, verbali di processi.

Tra le tipologie documentarie più frequenti si trovano:

Carteggio

Si tratta generalmente di lettere dattiloscritte o manoscritte che testimoniano lo scambio fitto e continuo di comunicazioni relative ad ogni tipo di informazione utile nel corso della lotta partigiana. Vi si trovano principalmente ordini, relazioni militari, informazioni sui volontari in forza alle formazioni, sulla composizione della squadra di comando di ogni brigata e distaccamento, sull’organizzazione militare delle formazioni, sul settore di operazione, caduti, feriti e prigionieri, richieste di materiale vario e di armamento, organico delle formazioni, processi a carico di volontari, rapporti operativi tra le formazioni, atti relativi ai vari servizi presenti in ogni formazione (SIM – servizio informazioni militari, servizio sanitario, intendenza).

In alcuni casi si possono trovare fascicoli post-liberazione, corrispondenza intercorsa all’atto della smobilitazione, ossia dello scioglimento delle formazioni partigiane

Lettera riguardante la diatriba tra il Comando Brigate Garibaldi e distaccamenti della provincia di Cuneo
Prima pagina della relazione sui fatti che portarono alla morte del partigiano Gin Bevilacqua
Riconoscimento dei gradi militari ai patrioti

Nei fascicoli si trovano frequentemente atti relativi al riconoscimento dei gradi militari ai partigiani combattenti conferiti dopo la Liberazione; questa documentazione è presente per ogni brigata e distaccamento ed è costituita prevalentemente da schede che riassumono i dati anagrafici dei partigiani, la loro attività cospirativa e precedente all’ingresso nelle formazioni della Resistenza, il grado militare loro assegnato. Vi si può anche trovare altra documentazione volta ad accertare la loro estraneità al regime fascista.

Organico

La documentazione comprende perlopiù elenchi di partigiani inquadrati, talvolta con l’indicazione della formazione di appartenenza e l’armamento in dotazione.

Richiesta di nuovi volontari da parte della Brigata “Clelia Corradini”
Consegna armi

La documentazione comprende prevalentemente elenchi di partigiani appartenenti alla formazione, con l’indicazione della somma che ciascuno di essi ha ricevuto quale “premio di smobilitazione”, ossia come compenso per abbandonare le proprie armi.

Più raramente sono presenti unità del periodo seguente alla Liberazione, in cui sono conservate carte relative alla consegna delle armi avvenuta dopo il 25 aprile 1945 da parte di una brigata o di un distaccamento.

Contabilità

I fascicoli relativi alla contabilità contengono documentazione molto varia, spesso fogli di appunti, conti delle spese sostenute soprattutto dalla sezione Intendenza per l’acquisto di generi alimentari oppure relazioni finanziarie periodicamente presentate al comando superiore.

Copertina di un quaderno per la contabilità del Distaccamento Moroni

Nel 2021 il fondo è stato oggetto di un intervento di digitalizzazione a cura dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea della Provincia di Savona.

Si ringrazia l’ISREC di Savona e la dott.ssa Anna Traverso, responsabile dell’archivio e della biblioteca dell’Istituto, per la collaborazione e per il materiale iconografico fornito.

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