Banche e finanza a Genova: l’archivio della Famiglia Parodi
I Parodi ebbero un ruolo di primo piano nell’economia, nella finanza e nella politica genovese a partire dalla seconda metà del XVIII secolo. L’archivio prodotto dalla famiglia è una fonte storica preziosa perché documenta l’attività svolta da questa dinastia di influenti banchieri privati nel corso di decenni fondamentali per la storia di Genova e d’Italia, interagendo con i massimi vertici delle istituzioni politiche del Regno di Sardegna.
L’archivio Parodi è conservato presso il Centro studi e documentazione di Storia Economica “Archivio Doria”, del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Genova, dove è stato depositato nel 2012 dai proprietari.
Nel 2025 è stato dichiarato di interesse culturale dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Liguria.

LA FAMIGLIA PARODI NEL XVIII SECOLO
Originari di Albisola, i Parodi si trasferiscono in seguito a Genova, dove riescono a consolidare la propria presenza in una realtà in grande trasformazione, in una fase in cui molte delle grandi famiglie subiscono perdite finanziarie.
I banchieri Parodi di Genova risultano attivi nel ramo finanziario già dalla seconda metà del XVIII secolo con Giacomo (1754-1830), che verso la fine della sua attività è affiancato anche da Carlo Bombrini, impiegato come commesso presso il Banco Parodi.
Nel 1785 i fratelli Giacomo e Francesco Agostino prendono parte alla fondazione della prima Banca di Sconto, una società anonima con elevato capitale sorta a Genova impostata su basi moderne e che, seppur destinata a breve vita, è stata rilevante nel processo di formazione degli istituti bancari italiani.
BARTOLOMEO PARODI E LA BANCA DI GENOVA
All’inizio del sec. XIX viene fondato il Banco Bartolomeo Parodi (Nel 1838 verrà costituita la società “Bartolomeo Parodi e Figlio”).
L’impresa sorge nel centro della città, nei pressi del Ponte Reale, e si sposta in piazza della Posta Vecchia nei primi decenni dell’Ottocento.
Grazie a Bartolomeo Parodi (1783-1865) l’attività di famiglia negli anni Quaranta fa un “salto di qualità”, con il passaggio ad una prospettiva di impostazione bancaria aderente ai modelli dell’alta finanza europea, in un momento in cui Genova si avviava a diventare uno dei poli più dinamici nell’ammodernamento del Regno di Sardegna e poi d’Italia.

Nella rete degli interlocutori dei Parodi compaiono alcuni tra i protagonisti della finanza internazionale. Tra questi i banchieri Rothschild (con le banche di Napoli, Londra e Parigi), Alessandro Torlonia, banchiere pontificio, Raffaele De Ferrari, imprenditore e finanziere, oltre a Camillo Benso di Cavour e il cardinale Giacomo Antonelli, Segretario di stato dello Stato Pontificio.
Un altro filone di attività che fa ascrivere i Parodi all’haute banque va individuato nel loro contributo alla nascita di nuovi stabilimenti bancari a Genova, sotto forma di società per azioni, al pari di altre famiglie di banchieri a livello europeo. Nel 1844 la famiglia partecipa alla fondazione della Banca di Genova, poi Banca Nazionale, di cui Bartolomeo è il primo presidente.
Attraverso la Banca di Genova, poi Banca Nazionale, i Parodi hanno la possibilità di inserirsi in modo attivo nelle politiche economiche bancarie e monetarie sia del Regno di Sardegna sia dell’Italia postunitaria. La Banca di Genova svolgerà un ruolo di primo piano nella saldatura tra le élites genovesi e torinesi: nel 1847 la Banca di Genova e la Banca di Torino, fondendosi, diedero vita alla Banca Nazionale nel Regno d’Italia, embrione della futura Banca d’Italia, istituita nel 1893.
LA SOLIDITÀ DEL BANCO PARODI
Puntuale come il Banco Parodi
Anton Giulio Barrili, I rossi e i neri, 1906

Nel 1845 i Parodi acquistano il palazzo Lercari di Strada Nuova n. 3 (nella foto), che diviene residenza della famiglia e sede della società.
Sempre nel 1845 Bartolomeo è chiamato alla presidenza della nuova Banca di Sconto di Genova.
Azionista della Banca di Commissione, della Banca Internazionale e del Banco Commerciale Ligure, Bartolomeo è coinvolto anche nella vita pubblica genovese: si segnala, ad esempio, la sua appartenenza per molti anni al corpo decurionale cittadino, composto da 80 membri nominati dal Re in base alla nobiltà e al censo per il governo della città.
Nel 1862 un clamoroso furto subito dal Banco, permette di comprendere la rilevanza dell’Istituto. Il bottino, in parte recuperato dalle forze dell’ordine, comprende 730.000 lire, in titoli e biglietti della Banca Nazionale, più altre 80.000 lire in oro. I Parodi in ogni caso godono di una solidissima reputazione sulla piazza genovese, dove sono considerati una delle banche più sicure. La citazione all’inizio del paragrafo, tratta dal romanzo I rossi e i neri di Anton Giulio Barrili, mostra come ancora all’inizio del XX secolo la fama della Banca fosse solida e ampiamente riconosciuta.
La banca, inoltre, si occupa di grandi affari, dai prestiti di Stato all’investimento in società anonime quali banche, ferrovie, miniere, trasporto marittimo.
LA CRISI DEI BANCHIERI PRIVATI E LA TRASFORMAZIONE DELLA DITTA PARODI
A partire dagli anni Settanta l’era dei banchieri privati entra in crisi sia per il moltiplicarsi delle banche pubbliche sia per il cambiamento generale del sistema economico.
L’attività finanziaria diventa man mano secondaria per la famiglia che, verso la fine del XIX secolo, si rivolge prevalentemente all’ambito del credito alle imprese.
Gli investimenti finanziari si moltiplicano e diversificano, con azioni appartenenti a società bancarie, compagnie di assicurazioni, società imprenditoriali e ferroviarie, e obbligazioni governative.
Le azioni che occupano la maggior parte del portafoglio, dal 1868 all’inizio del Novecento, appartengono alle seguenti società: Credito Mobiliare Italiano, Banca Nazionale, Banca d’Italia, Cassa Generale, Istituto Italiano di Credito Fondiario, “Italia” Compagnia di Assicurazioni, Compagnia la Fondiaria Assicurazioni, Società Italiana per le Strade Ferrate del Mediterraneo, Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali, Compagnia Generale delle Miniere, Società Ligure Lombarda per la Raffinazione degli Zuccheri, Società Scerno e Gismondi.
Le obbligazioni invece sono anzitutto quelle governative, a cui si aggiungono quelle della Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali e della Società Ferrovie Italiane.

In seguito alla crisi bancaria del 1893, anche il Banco Parodi subisce ingenti perdite e la famiglia si allontana dalle attività creditizie. La nuova strategia della ditta è quella di sviluppare rapporti con il Sud America dove si sono trasferiti o si stanno trasferendo numerosi italiani. Il Banco Parodi intrattiene stretti rapporti con il Banco Italiano dell’Uruguay, fondato nel 1887 e operante nella gestione delle rimesse degli emigrati.
La Ditta Parodi viene liquidata nel 1928.

LA FAMIGLIA PARODI NEL XX SECOLO
La famiglia Parodi risulta rilevante nella vita economica di Genova anche nel secolo successivo.
Giacomo Parodi (1881-1961) è attivo nei settori tessile, saccarifero, chimico, assicurativo, come il fratello della madre Carlo Pastorino, le cui numerose partecipazioni industriali nel 1927 passano alla diretta gestione del nipote.
Delle numerose attività di Giacomo si segnalano: i legami con la famiglia e il gruppo Piaggio, il coinvolgimento nella “Officine Elettromeccaniche”, sorta nel 1907 per la costruzione di motori elettrici per piroscafi, la presenza nei vertici amministrativi dell’acquedotto De Ferrari Galliera, dell’altro acquedotto genovese Nicolay e della società “San Giorgio stabilimenti riuniti-San Giorgio officine elettromeccaniche”
Giovanni Battista Parodi (1910-1998), dal 1939 è reggente della sede di Genova della Banca d’Italia e dal 1966 al 1993 membro del Consiglio superiore della Banca d’Italia. Siede nel consiglio di amministrazione dell’acquedotto De Ferrari Galliera, partecipa all’acquisizione dell’acquedotto Nicolay e, negli anni Settanta, è presidente della Eternit.
L’ARCHIVIO PARODI
L’archivio Parodi testimonia le dense vicende della famiglia in ambito finanziario, economico, industriale, in un’epoca in cui Genova divenne un centro propulsore per la crescita economica del Regno d’Italia.
Le carte documentano la fitta rete di relazioni intrattenute dalla famiglia, grazie alle unioni matrimoniali con altre prestigiose famiglie genovesi dell’epoca, come i Pastorino e i Piaggio, e i rapporti professionali con figure di primo piano nella storia cittadina e nazionale, come l’imprenditore e banchiere Carlo Bombrini.


Grazie alla sua completezza e organicità, il fondo è inoltre una importante fonte per lo studio dei banchieri privati, soggetti che spesso sono stati meno studiati proprio a causa della carenza di fonti primarie.
Il fondo è costituito da 192 unità archivistiche, dal 1765 al 1945, e comprende:
- 5 registri contabili
- 22 copialettere
- 2 registri partitari
- 1 registro di rapporti con i clienti
- 167 mazzi e fascicoli riguardanti cause, contratti, compravendite, conti, corrispondenza, testamenti e documenti personali






L’inventario del fondo, realizzato tra il 2012 e il 2013 dal dott. Stefano Patrone, è disponibile sul sito del Centro Studi “Archivio Doria”:
Bibliografia:
- Maffi Luciano, Banca e finanza a Genova. La ditta Parodi dall’Unità alla crisi degli anni Novanta, in «Storia Economica», XXII, 1, 2019, pp. 139-179,
- Ditta Bartolomeo Parodi, su bancheitaliane.org
- Parodi, su treccani.it

